ORZO NUDO

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L’orzo

   

   L’orzo (Hordeum vulgare ssp. vulgare L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Graminaceae che  include anche tutti i frumenti (Trititcum ssp.), la segale (Secale cereale) nonché il triticale. Al genere Hordeum appartengono 32 specie, complessivamente 45 taxa, che includono organismi diploidi (2n=2x=14), tetraploidi (2n=4x=28) ed esaploidi (2n=6x=42). La maggior parte delle specie del genere Hordeum sono perenni e le diverse specie presentano diversi sistemi riproduttivi. L’orzo coltivato (Hordeum vulgare ssp. vulgare L.) ed il suo progenitore spontaneo (Hordeum vulgare ssp. spontaneum C. Koch.),  scoperto per la prima volta in Turchia dal botanico tedesco Carl Koch, appartengono alla stessa specie biologica, annuale e diploide, e sono interfertili. E’ quindi molto facile  ottenere incroci tra piante spontanee e domesticate  (Asfaw and von Bothmer 1990), come testimonia anche l’elevato livello di introgressione nelle aree dove la specie spontanea e coltivata crescono in stretto contatto.

 

Origine e domesticazione dell’orzo

   L’orzo (Hordeum vulgare ssp. vulgare) è una delle specie coltivate più antiche nel mondo ed è stato domesticato dalla forma selvatica Hordeum vulgare ssp. spontaneum (Harlan 1995; Salamini 2002). L’areale della forma selvatica dell’orzo si estende dalla Turchia, Siria e Giordania (Mezzaluna Fertile) verso est (sud ovest dell’Asia) in Pakistan e Afganistan (Zohary e Hopf 2000). Nei siti archeologici della valle Giordana (Kislev et al. 1992) il ritrovamento di una collezione di orzo spontaneo ndica che gruppi di uomini cacciatori-raccoglitori si cibavano di orzo fin dal tardo Paleolitico (17000 a.C.) (Zohary e Hopf 2000), mentre resti fossili più recenti trovati in differenti siti archeologici della Mezzaluna Fertile indicano che la domesticazione dell’orzo e la diffusione della coltivazione è iniziata circa 8500 a.C. (Zohary e Hopf 2000). Se l’orzo sia stato oggetto di un singolo o di multipli eventi di domesticazione è ancora oggi al centro di un intenso dibattito (Zohary 1999). Badr et al. (2000) e Salamini et al. (2002) sulla base di evidenze molecolari suggeriscono che un singolo evento ha caratterizzato la domesticazione dell’orzo dalle popolazioni selvatiche presenti nella parte occidentale della Mezzaluna Fertile (Israele e Giordania); successivamente l’orzo si sarebbe, quindi, diffuso ad occidente (Europa e Nord Africa) e oriente (Asia). Studi recenti indicano la presenza di multipli eventi di domesticazione in orzo (Morrel and Clegg 2007; Saisho e Purugganan 2007; Komatsuda et al. 2007). 

 

Hordeum vulgare ssp. vulgare versus ssp. spontaneum

   Le principali caratteristiche che differenziano le forme selvatiche dalle forme domesticate che sono state, quindi, principalmente soggette a selezione durante il processo di domesticazione sono:

- la fragilità del rachide della spiga che fa sì che le cariossidi si stacchino spontaneamente dalla spiga non appena conclusa la maturazione, disperdendosi nel terreno; tale caratteristica vantaggiosa in condizioni naturali è, al contrario indesiderata nelle forme domesticate caratterizzate da spiga compatta a maturazione;

- il numero di file di spighette fertili presenti su ogni spiga; l’orzo è caratterizzato da spighette sessili, disposte in più file lungo il rachide e riunite a gruppi di tre. Le spighette possono essere tutte fertili o, più frequentemente, una fertile compresa tra due sterili. L’orzo selvatico è generalmente distico (ovvero due file di spighette fertili per spiga). La selezione operata dall’uomo ha portato alla diffusione di orzi esastici (sei file di spighette fertili per spiga);

- cariosside vestita o nuda; i tipi selvatici sono caratterizzati da cariossidi vestite. Durante il processo di domesticazione l’uomo ha selezionato tipi nudi allo scopo di facilitare l’uso dell’orzo per l’alimentazione umana.

 

Bibliografia

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Ultimo aggiornamento: 14-12-09.